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Quando l'autunno sembra piena estate: l'incubo (e la sfida) di gestire la serra naturale

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C’è un’immagine classica che tutti associamo all’autunno nei campi: i ritmi che rallentano, le temperature che scendono, le foglie che ingialliscono e la terra che si prepara al riposo invernale. Poi entri in serra la mattina presto e ti trovi davanti l'esatto opposto: un muro verde alto oltre due metri e mezzo, steli vigorosi che puntano dritti alla campata superiore e un’umidità tropicale che ti toglie il fiato. Se coltivi per passione o per professione, sai esattamente di cosa parlo. Quest'anno il meteo ha deciso di riscrivere le regole: temperature abbondantemente fuori media, umidità costante e giornate che, pur accorciandosi dal punto di vista della luce, offrono un accumulo termico degno del periodo estivo. A prima vista verrebbe da dire: "Fantastico, le piante crescono a vista d'occhio!". Ma per chi coltiva con metodo naturale, una crescita esplosiva fuori stagione è uno dei grattacapi tecnici più complessi da gestire. La trappola del "tro...

Ciclone Harry: Cronaca e Numeri di un Evento Estremo nel Siracusano

Mentre le ultime raffiche sferzano ancora la costa ionica, è già tempo di bilanci per il Ciclone Harry, la tempesta mediterranea che per tre giorni, dal 19 al 21 gennaio, ha colpito con violenza inaudita Sicilia , Sardegna e Calabria per poi spostarsi fino alla Puglia.
Focus riguardante il territorio tra Pachino, Portopalo di Capo Passero e Marzamemi.

In questo articolo analizziamo i dati tecnici del fenomeno e l’entità dei danni che hanno messo in difficoltà il comparto agricolo e commerciale.


I NUMERI DEL FENOMENO: Un’Intensità da Record!

Il Ciclone Harry non è stata una semplice perturbazione stagionale. I dati raccolti dalle stazioni meteorologiche locali e dai radar indicano un evento di natura quasi ciclonica (TLC - Tropical Like Cyclone) per pressione e forza dei venti.

-Velocità del Vento: Le raffiche hanno raggiunto picchi costanti tra i 95 e i 110 km/h intorno alle ore 16:00 del 20 gennaio. La forza del vento è stata tale da rendere difficoltosa la deambulazione e causare il distaccamento di strutture pesanti.

-Pressione Atmosferica: Si è registrato un minimo barico profondo (circa 992 hPa), responsabile dell'accelerazione dei flussi d'aria e del moto ondoso.

-Precipitazioni: Sebbene il vento sia stato il protagonista iniziale, le piogge si sono intensificate nel tardo pomeriggio (fascia 17:00-22:00) con accumuli che hanno superato i 60mm in poche ore, causando allagamenti localizzati a causa della saturazione del suolo.

-Moto Ondoso: Mareggiate di forza 7-8 hanno colpito la costa, con onde che hanno superato i 4 metri d'altezza, invadendo le sedi stradali nei porti di Portopalo e Marzamemi.


In questo video short trovi una piccola raccolta di immagini della distruzione lasciata in zona:



IL REPORT DEI DANNI: Agricoltura e Infrastrutture

Molte attività produttive sono state danneggiate nel territorio, non solo agricole ma anche commerciali situate nella zona costiera.

1. Il disastro nelle Serre
Il "rumore dei teli plastici" che sbattono nel vento è stato il triste presagio di ciò che è accaduto. Molte strutture protette sono state letteralmente scoperchiate; in alcuni casi, la forza del vento ha piegato i montanti in ferro, compromettendo intere produzioni di ortaggi pronti per la raccolta. Il danno non è solo strutturale, ma riguarda la perdita del microclima interno che espone le piante al freddo e alla salsedine trasportata dal vento (nebbia salina).

2. Criticità nei Porti
Le imbarcazioni al porto di Portopalo hanno vissuto ore drammatiche. Nonostante i preparativi, la violenza delle ondate ha causato la rottura degli ormeggi per diversi scafi, rendendo necessari interventi d'emergenza in condizioni di estremo pericolo.

Praticamente tutti i lidi attrezzati della zona sono stati distrutti e molte altre attività commerciali hanno subito vistosi danni, soprattutto a Marzamemi.

3. Blackout e Viabilità
Le interruzioni elettriche, causate dalla caduta di rami e pali delle linee aeree, hanno interessato vaste zone rurali. Durante il temporale di martedì sera, diversi fulmini hanno provocato rischio incendi anche nei centri abitati.
La viabilità tra Pachino e le zone costiere è rimasta interdetta in diversi punti per la presenza di detriti. In particolare, nel lungomare Morghella, la strada è totalmente inagibile, in quanto alcuni tratti sono stati letteralmente spazzati via, compresi i guardrail.


LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO

Un aspetto fondamentale emerso durante questa emergenza è stata l’importanza della prevenzione. Come evidenziato durante le ore di picco, non esporsi al rischio per osservare le mareggiate è l’unico modo per non gravare sul sistema dei soccorsi, già impegnato nelle aree più colpite del catanese e del messinese.

Posso affermare che, nel comune di Portopalo di Capo Passero soprattutto, il tutto è stato gestito nel migliore dei modi.


CONCLUSIONI 

Il Ciclone Harry ci ricorda quanto il nostro territorio sia vulnerabile agli eventi meteo estremi, sempre più frequenti nel Mediterraneo.
Per le aziende agricole locali, si prospettano settimane di duro lavoro per il ripristino delle strutture, per un settore già messo a dura prova.

Restate aggiornati: Continuerò a monitorare la situazione qui sul blog e sui miei canali social.
Se avete segnalazioni o foto da condividere dai vostri campi, potete contattarmi.

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